
Cultura locale · 27 giugno 2026
Il naga: il serpente che custodisce ogni tempio
Di Il team di Ada House
C'è un piccolo, quasi segreto momento che si ripete ogni volta che si visita un tempio a Chiang Mai. Allunghi la mano, di solito senza nemmeno guardare, e appoggi il palmo sul corrimano mentre inizi a salire i gradini. Quel corrimano è scaglioso. Il suo corpo ondeggia per tutta la lunghezza della scalinata, e in fondo si erge in un volto dai denti aguzzi e dalle molte teste. Hai, con tutta naturalezza, stretto la mano a un dio.
Quel dio è il naga - in thai, Phaya Nak - e una volta che qualcuno te lo indica, non puoi più smettere di vederlo. Considera questo il nostro dito puntato.
La creatura che hai toccato da sempre
Il naga è un grande serpente della mitologia buddhista e più in generale del Sud-Est asiatico: un essere divino, metà serpente, che vive in fiumi, laghi e nel mondo sotterraneo acquatico, custodendo tesori e presiedendo alle piogge. È benevolo, potente e un po' temibile - il tipo di guardiano che si vuole assolutamente dalla propria parte.
Ed è letteralmente ovunque. Quei lunghi parapetti che fiancheggiano le scalinate dei templi sono corpi di naga, con le teste svasate ai piedi dei gradini. I riccioli eleganti, simili a corna, che si alzano dalle estremità dei tetti dei templi sono anch'essi forme stilizzate di naga. Vagando per i vicoli della città antica e dei suoi templi ravvicinati per un pomeriggio, ne incontrerai decine - al Wat Phra Singh, al Wat Chedi Luang, nei piccoli wat di quartiere che nessuno fotografa. Ti promettiamo che non ne passerai più uno senza accorgertene.

La tempesta, il Buddha e sette spire
Il naga si guadagna il suo posto davanti alla porta del tempio grazie a una delle storie più tenere del buddhismo. Poco dopo il suo risveglio, il Buddha sedeva in profonda meditazione quando si abbatté una grande tempesta - sette giorni e sette notti di vento e pioggia. Un re naga di nome Mucalinda emerse dalle profondità della terra, avvolse il suo corpo sette volte per sollevare il Buddha dall'acqua che saliva, e allargò le sue molte teste incappucciate come un ombrello vivente.
Quando il cielo si rasserenò, il naga si srotolò, assunse le sembianze di un giovane uomo e si inchinò. Questa è l'immagine che ritroverai ancora e ancora in tutta la città: il Buddha seduto serenamente su una spira di serpente, con una raggiera di teste simili a cobra che si arcuano protettivamente dietro di lui. È una delle idee più commoventi della tradizione - che la forza selvaggia e acquatica della natura abbia scelto, di propria volontà, di fare da rifugio alla quiete.
Acqua, pioggia e il ponte tra i mondi
Il naga è dunque, prima di tutto, un guardiano dell'acqua - dei fiumi, delle piogge monsoniche, della fertilità e del raccolto che ne consegue. In una regione che ha sempre vissuto e dipeso dai tempi delle piogge, questo lo rende uno dei simboli più importanti in assoluto, un filo che scorre in profondità attraverso il tessuto quotidiano del buddhismo thai.
La scalinata è il luogo in cui il simbolo diventa qualcosa che puoi percorrere. La coda del naga inizia in alto, sulla terrazza del tempio, nel regno del sacro; la sua testa attende in basso al livello della strada, nel mondo ordinario degli esseri umani. Mentre sali tra i due serpenti, stai percorrendo il corpo stesso del serpente - un ponte tra la terra e i cieli, dal quotidiano verso il divino. La prossima volta che i gradini ti lasciano un po' senza fiato, consolati: non stai solo salendo, stai attraversando.
Le palle di fuoco sul Mekong
La vera dimora del naga è il Mekong, il grande fiume che si snoda lungo il confine nord-orientale della Thailandia, e lì la tradizione affonda le radici ancora più in profondità. Una volta all'anno, verso la fine della Quaresima buddhista in ottobre, la gente si raduna sulle rive per guardare sfere di luce rossa che salgono silenziosamente dall'acqua e svaniscono nel cielo notturno - le famose palle di fuoco del naga, intese come offerta del serpente al Buddha. I villaggi parlano ancora di persone benedette dal naga, di processioni di ordinazione guidate da immagini di serpenti, di fiumi il cui stesso corso fu tracciato da un naga che scivolava verso il mare. Il mito qui non è un pezzo da museo. È vivo, ed è locale.
Come leggere un naga
Ed ecco la parte divertente - impara a leggerli da solo. Fermati ai piedi della prossima scalinata e conta le teste: troverai spesso un numero dispari, cinque o sette, che richiama i cappucci di Mucalinda. Nota se il naga emerge con nettezza o fuoriesce dalla bocca spalancata di un makara, un mostro marino che spesso lo genera. Poi guarda in su: quei pinnacoli simili a fiamme lungo la linea del tetto sono code di naga che si slanciano verso il cielo.
Per lo spettacolo completo, pochi luoghi battono le scalinate dai riflessi di specchio e dalle piastrelle arcobaleno del Wat Ban Den, a circa un'ora a nord da noi - un intero complesso templare in cui i serpenti sono il vero protagonista. Vai, passa la mano su quel corrimano scaglioso e di' un quieto saluto.
Che le tue scale siano sempre custodite - a presto in casa.
Domande frequenti
Cos'è il naga?
Il naga, in tailandese Phaya Nak, è un grande serpente della mitologia buddhista e del più ampio immaginario del Sud-est asiatico: un essere divino, metà uomo e metà serpente, che vive in fiumi, laghi e nel mondo sotterraneo acquatico, custodendo tesori e governando la pioggia. È benevolo, potente e un po' temibile, il tipo di guardiano che si desidera assolutamente avere dalla propria parte.
Dove posso vedere il naga intorno ai templi?
Letteralmente ovunque, una volta che impari a riconoscerlo. Le lunghe balaustre che fiancheggiano le scalinate dei templi sono corpi di naga, con le teste svasate ai piedi dei gradini, e i graziosi riccioli simili a corna che si alzano dai tetti dei templi sono anch'essi forme stilizzate del naga. Passeggia per la città vecchia un pomeriggio e ne incontrerai decine, al Wat Phra Singh, al Wat Chedi Luang e nei piccoli wat di quartiere.
Perché il naga è legato al Buddha?
La storia viene da uno dei racconti più dolci del buddhismo. Poco dopo il suo risveglio, il Buddha meditò attraverso una tempesta di sette giorni e sette notti, e un re naga di nome Mucalinda si alzò, avvolse il suo corpo sette volte per sollevare il Buddha dall'acqua che saliva, e dispiegò le sue numerose teste incappucciate sopra di lui come un ombrello vivente. Vedrai questa immagine del Buddha seduto su un intreccio di serpente ancora e ancora.
Cosa simboleggia il naga?
È soprattutto un guardiano dell'acqua, dei fiumi, della pioggia monsonica, della fertilità e del raccolto che ne segue, il che lo rende di enorme importanza in una regione che ha sempre vissuto seguendo il ritmo delle piogge. Sulla scalinata di un tempio il naga forma anche un ponte tra la terra e il cielo: la sua coda inizia sulla sacra terrazza e la sua testa attende a livello della strada, così salire i gradini significa percorrere il corpo stesso del serpente.
Cosa sono le palle di fuoco del naga?
La vera dimora del naga è il Mekong, e una volta all'anno, verso la fine della Quaresima buddhista in ottobre, i locali si radunano sulle rive per osservare sfere rosse luminose che si alzano silenziosamente dall'acqua e svaniscono nel cielo notturno. Queste famose palle di fuoco del naga sono intese come l'offerta del serpente al Buddha.
Come posso interpretare un naga da solo?
Fermati ai piedi di una scalinata e conta le teste: troverai spesso un numero dispari, cinque o sette, che richiama i cappucci di Mucalinda. Osserva se il naga emerge chiaramente oppure fuoriesce dalla bocca spalancata di un makara, un mostro marino che spesso lo genera, poi alza lo sguardo verso i pinnacoli del tetto simili a fiamme, che sono code di naga che si protendono verso il cielo.


